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Il Gruppo

Il Gruppo Storico Sbandieratori Città di Volterra è sorto nel 1978, su iniziativa della locale sezione dell’AVIS, sulla base di documenti storici attestanti la presenza di sbandieratori nella Volterra medievale. Lo scopo è quello di riproporre le tradizioni, i simboli e le radici della storia e della cultura della città. Da allora è stato chiamato ad esibirsi innumerevoli volte in Italia e all’estero, riscuotendo ovunque consensi per l’eleganza dei suoi costumi e la bravura dei suoi sbandieratori e dei suoi musici. Nel 1980 è entrato a far parte della FISb (Federazione Italiana Sbandieratori). Attualmente è composto da circa settanta figuranti fra sbandieratori, musici, vessilliferi, paggi, dame e soldati, che indossano costumi della fine del XIV secolo, i cui disegni sono tratti dall’Archivio Storico del Comune di Volterra. Numerose sono le affermazioni conseguite dal gruppo nei principali tornei nazionali e internazionali: fra le altre la ripetuta conquista dei titoli di campioni Italiani nelle specialità del Singolo Tradizionale e dei Musici. Nelle sue esibizioni il Gruppo spazia nel campo classico del gioco tradizionale con la bandiera e le coreografie ed i giochi si ispirano a fatti storici avvenuti nella Volterra medievale e rinascimentale. A seconda dello spazio a disposizione, in occasione di feste, manifestazioni popolari, rievocazioni storiche, siano queste di carattere sportivo, culturale o religioso, gli sbandieratori volterrani, ambasciatori di pace ovunque nel mondo, riescono sempre a regalare forti emozioni con le coreografie ed i giochi di “singolo” dove uno sbandieratore, come un giocoliere arriva a volteggiare fino a sette bandiere contemporaneamente, della “coppia” dove due sbandieratori, come in un duello, come fossero gladiatori si scambiano le proprie bandiere in perfetta sincronia, o dei giochi di “squadra” dove i drappi fiammeggianti sembrano danzare al suono dei tamburi e delle chiarine e all’improvviso schizzano verso il cielo per esplodere in un’ondata di colore. Le bandiere volterrane hanno volato in Italia, Repubblica di S.Marino, Città del Vaticano, Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Algeria, Cipro, Libano, Marocco, India, Giappone e Cina. Fra le altre attività che il Gruppo Storico Sbandieratori Città di Volterra svolge nella propria sede di Via Firenzuola ricordiamo la scuola di sbandieratore e di musico, l’organizzazione dell’ASTILUDIO e dell’OMAGGIO DI PRIMAVERA, l’atelier di costumi medievali dove vengono confezionati e noleggiati abiti che ripropongono fedelmente la moda del Medioevo, la fattiva collaborazione nell’organizzazione di VOLTERRA AD1398, la festa medievale che coinvolge tutta la città nelle terze e quarte domeniche di agosto.

L'Omaggio di Primavera

L'Omaggio di Primavera ha origini antichissime, rifacendosi addirittura ad un rito pagano quando, in occasione dell'equinozio di primavera, il popolo volterrano festeggiava il passaggio dal buio alla luce rendendo omaggio al risveglio della natura dalla lunga pausa invernale mediante l'abbellimento della città con ghirlande di fiori primaverili. Anche nel medioevo si è tramandata questa tradizione e pare che in occasione del "majo di primavera" il popolo si radunasse in piazza di buon ora e svegliasse i Priori offrendo loro fiori e spettacoli in segno di festa per l'arrivo della primavera. Nel contesto ovviamente non potevano mancare gli sbandieratori che davano vita a caroselli di bandiere nella piazza e per le vie cittadine. Con l'Omaggio di Primavera, il Gruppo Storico Sbandieratori, il Lunedì di Pasqua di tutti gli anni, intende offrire ai numerosi turisti che nel periodo pasquale affollano la città la rievocazione di questo antico rito pagano, con una nota di folclore e di allegria. La manifestazione si svolge al mattino: alle 11,15 il Corteo Storico, composto da una cinquantina di figuranti in costumi medievali, si muove dalla Porta a Selci e, percorrendo tutto il centro storico, arriva in Piazza dei Priori dove dà vita al carosello di bandiere. Numerose coreografie accompagnano l'esibizione degli sbandieratori, alcune delle quali si rifanno a fatti storici avvenuti nella Volterra medievale e rinascimentale.

L'Astiludio

Era il 18 ottobre 1406 quando Giorgio, donzello del capitano Ugolino Guasconi, portò in città la notizia che i fiorentini avevano conquistato la città di Pisa il 9 ottobre; la gioia dei volterrani, allora alleati con Firenze fu tale che a ciascuno dei due messaggeri (uno da parte dei priori delle arti e del vessillifero di giustizia, l’altro a nome dei capitani di parte guelfa) furono elargite nove braccia di panno scarlattino per la gualdrappa dei loro cavalli, scarpette, calze lunghe, cappucci nuovi e finiture bordate d’oro. Per festeggiare l’avvenimento si realizzarono luminarie e per il pranzo delle autorità, la tavola attraversava tutta la piazza, furono posti a mescita moltissimi barili di vino. “… ma il clou della festa non furono le esibizioni marziali degli armigeri reduci e stanziali, ma un’affollata sbandierata fatta dai giovani per tutta la giornata e per tutta la città al rullo di tamburi con prove di destrezza…lo stesso Comune si fece carico di acquistare cinquantasette aste pro ASTILUDENDO oltre alla cartapecora da cui ricavare targhette dipinte con le armi del comune e da cucire sugli abiti dei giovani che si destreggiavano per le vie della città. Dovevano essere veramente molti e non dovevano essere vestiti di una unica divisa, ma forse si alternavano a gruppi per contrade e per contado.” (M. Bocci – RASSEGNA VOLTERRANA - Feste e luminare volterrane del primo 400. Volterra 1981). ASTILUDIUM viene dal latino medievale (HASTA = bandiera, LUDUS = gioco, festa), da qui il nome odierno di ASTILUDIO per una manifestazione nata per far rivivere ai volterrani, ma soprattutto ai numerosi turisti le antiche tradizioni del gioco con la bandiera di cui la Toscana è ricca; una manifestazione a carattere agonistico-coreografico che unisce l’intento di rievocare una antica festa cittadina, con un momento di incontro e di amicizia fra gli sbandieratori volterrani e quelli delle altre città italiane che possono vantare simili tradizioni. La prima domenica di settembre alle ore 15,15 esatte tutte le campane delle contrade suonano contemporaneamente ed è in quel momento che i quattro cortei provenienti da altrettante porte della città medievale si dirigono in piazza per dare vita al torneo. Passeggiando per Volterra la prima domenica di settembre sembra proprio di essere ritornati indietro nel tempo di sei secoli fra soldati e balestrieri, cavalieri e madonne, araldi e vessilliferi, bandiere multicolore che volteggiano accompagnate da rulli di tamburi e squilli di chiarine, in una scenografia veramente unica.

Il Bravìo

Merita senz’altro due parole a parte l’altro grande protagonista dell’ASTILUDIO: il Bravìo, l’artistico piatto di alabastro lavorato e decorato a mano e che costituisce il palio conteso fra le quattro squadre che partecipano alla competizione. Il termine Bravìo, nella sua accezione originale, significa premio unico, indivisibile ma vuole essere qualcosa di più di un premio, un oggetto che sia immediato e chiaro simbolo della città di Volterra e della sua cultura; ovvio ed elementare ricorrere all’alabastro. Il piatto infatti dalla forma originale, progettato dal Prof. Gianfranco Gianfaldoni e tornito da un unico blocco di pietra volterrana da maestri alabastrini, viene decorato ogni anno in maniera differente a seconda delle caratteristiche dell’artista che lo esegue. Numerose sono le tecniche utilizzate che accostano altri materiali alla candida e morbida pietra: dal dipinto all’ottone, dal legno al bucchero, da altre pietre all’oro, tutti con risultati incredibili, così da creare una simbiosi di inestimabile valore.